Bullismo sui bus scolastici: perché l’Amministrazione sceglie l’intimidazione invece delle soluzioni
Questa è la risposta ricevuta (non dal Sindaco, che ha preferito schermarsi dietro un funzionario):
“Buongiorno Consigliere Vescovi,
in riferimento alla Sua interpellanza del 16/12/2025, pervenuta al nostro prot. il 17/12, in considerazione della dichiarazione da Lei fatta, circa il ricevimento direttamente a Lei di segnalazioni riguardanti episodi di bullismo e/o comportamenti aggressivi a bordo del trasporto scolastico e alle fermate, poichè le notizie da Lei affermate possono ricoprire risvolti penalmente perseguibili, si intima di comunicare entro tre giorni dal ricevimento della presente nomi, fatti e circostanze, direttamente ascrivibili ai cennati episodi all'assistente sociale per le valutazioni del caso.
Cordiali saluti,
dott. Stefano Andreetta”
Cosa chiediamo con l’interpellanza
L’interpellanza serve a conoscere i motivi, gli intendimenti e i provvedimenti che il Sindaco o la Giunta intendono adottare su una determinata questione di rilievo (Leggi l'interpellanza).
La nostra posizione
Noi continueremo a portare in Consiglio le preoccupazioni delle famiglie e a chiedere risposte nel merito, come le regole prevedono. Gli episodi di bullismo non si combattono con le diffide o le intimazioni ai consiglieri, ma con ascolto, prevenzione e organizzazione.
Chiediamo che il Sindaco venga in aula a rispondere pubblicamente all’interpellanza, come dovuto, e a presentare un piano concreto per la sicurezza dei nostri figli sui bus.